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themonochromeman ([personal profile] themonochromeman) wrote2023-04-02 12:49 am
NSFW

Sacrifice

Work Title: Sacrifice
Rating: Explicit
Warning: Short one-shot, What if, Graphic Depictions Of Violence, Serial Killer
Fandom: True Crime, RPF Historical Criminals
Gategories: Gen
Characters: Jeffrey Lionel Dahmer


Jeffrey si posizionò davanti all'altare con la sua poltrona di pelle nera opaca, sedendosi comodo e sistemando i suoi occhiali sul naso - pronto in prima fila per lo spettacolo che agognava vedere da tutta la vita.

Per completare quell'opera c'era voluto tempo e sacrificio ma ora che la vedeva finalmente lì davanti a sé, nella sua completezza ed immensa e macabra bellezza, Dahmer comprese che tutta quella fatica era valsa la pena.
Per quell'attimo di contemplazione unico, semplice e perfetto, il sacrificio delle sue vittime si era compiuto.
I loro teschi bianchi e lucidi lo guardavano negli occhi con le loro orbite cave, scavando nella vuota profondità della sua anima ormai totalmente perduta. Le quattro luci di forma sferica di un colore blu soffuso, posizionate davanti alla tenda, anch'essa di color blu, - che ricopriva la finestra del salotto - illuminavano il tavolo scuro e i crani posizionati su di esso. Un forte profumo di incenso - che troneggiava alle estremità del tavolo, proprio di fianco a due teschi - riusciva efficacemente a sovrastare quello di morte e putrefazione che aleggiava ormai da anni all'interno della stanza, creando nuvole di fumo che donavano all'altare un aspetto ancor più sinistro e solenne.
Sacrificio.
Come quello di Cristo sulla croce che si era immolato per il bene comune del resto dell'umanità. Un sacrificio non chiaro a tutti ma solo a chi, con gli occhi della fede, ne vedeva dietro il vero messaggio e significato. Anche dopo duemila lunghissimi anni.
Il sacrificio di una vita per un'eternità di salvezza.

Proprio 'sacrificio' sembrava essere la parola chiave per racchiudere tutta quella bellezza davanti ai suoi occhi chiari, ora colmi di lacrime per l'emozione.
In quel momento, tutti quei morti, tutti quei poveri ragazzi e giovani uomini a cui aveva strappato via la vita e i sogni erano lì con lui: nello spirito e nel corpo.
Una nuova comunione, la loro macabra eucarestia.
Jeffrey allungò una mano verso il piatto che teneva appoggiato sopra le gambe e sul quale svettava un cuore umano dentro una piccola pozza di sangue; lo afferrò con entrambe le mani, rigirandoselo più volte tra le dita. Toccò maniacalmente ogni parte di esso, tracciando il disegno dell’intricata diramazione delle arterie sulla sua superficie, come in un rito.
Poi, dopo aver preso un profondo respiro, alzò le mani con decisione e se lo portò alla bocca.
Vorace, addentò il muscolo e, incurante, lasciò che rivoli di sangue gli sporcassero le labbra e il mento, andando a cadere fin sopra la sua camicia di lino di un color giallo tenue, rimanendovi impresso come a testimoniare il dolce ricordo di quel macabro atto.
Masticò lentamente, assaporando ogni istante di quel rito sacrificale; godendo di ogni sapore ed emozione che ne poteva trarre.

I due scheletri che si trovavano ai lati dell'altare erano gli unici testimoni di quell'atto di follia e di disperato amore. Un semplice atto a cui Dahmer aveva dedicato la maggior parte della sua vita.
Un sacrificio per un momento di puro amore.